Un nuovo white paper dell’International Alliance against Health Risks in Wildlife Trade avverte che il commercio globale di animali selvatici vivi crea le condizioni che possono favorire la comparsa di malattie zoonotiche e future pandemie. Il rapporto si concentra sul commercio di mammiferi, uccelli e rettili vivi, compresi mercati, catene commerciali e commercio di animali esotici da compagnia.
Gli animali catturati possono essere ammassati, trasportati, mescolati con specie sconosciute e tenuti in condizioni di forte stress. Lo stress può indebolire il sistema immunitario e aumentare la diffusione dei patogeni. Quando molte specie vengono tenute insieme, il rischio di malattie può moltiplicarsi.
Il commercio di animali selvatici vivi spesso comporta sofferenza molto prima che il rischio di malattia diventi visibile. Gli animali possono essere catturati in trappola, feriti, disidratati, affamati o tenuti in condizioni pessime. Trattare il problema solo come una minaccia per la salute umana significa ignorare il danno diretto al benessere animale.
Il commercio di animali vivi può sottrarre esemplari alle popolazioni selvatiche e incentivare la cattura illegale. Rettili rari, uccelli, mammiferi e animali esotici da compagnia possono finire in reti commerciali che indeboliscono la biodiversità. Prevenzione delle malattie e conservazione vanno quindi nella stessa direzione: ridurre le catene di commercio rischiose.
Il messaggio del white paper è che le società dovrebbero prevenire le condizioni pericolose prima che inizino i focolai. Questo significa regolamentazione più forte, controlli più efficaci, riforme dei mercati, maggiore consapevolezza pubblica e alternative che riducano la domanda. Proteggere fauna selvatica, ecosistemi e salute pubblica può far parte della stessa strategia.
Questo articolo è stato creato da un team editoriale esterno per il marchio European Wildlife. Non è stato scritto personalmente da European Wildlife.
2026-06-28T09:34:50Z