I MILLE MODI DI ESSERE MADRI OGGI

Fono a poco tempo fa la maternità era monocolore, raccontata in modo conforme a un'idea. Oggi le cose stanno cambiando e si raccontano i tanti modi di essere madri oggi

Quando non avevo figli, la maternità che vedevo intorno a me sembrava uscita da un campionario scarno. E, diciamolo, non proprio affascinante. Dai volantini medici alle pubblicità per la prima infanzia, nessuna immagine restituiva un’idea viva, reale, di cosa volesse dire essere madre. Solo copie conformi, senz’ombra di soggettività.

Essere madri conformi

Il marketing non è certo il luogo della complessità, ma se persino Rachel Cusk – nel suo Il lavoro di una vita – definisce la maternità “una carriera nel conformismo”, allora è chiaro che tra il diventare madri e la libertà d’espressione restano ancora molti ostacoli.

Libri e film sull'essere madri oggi

Da una decina d’anni, però, le cose non stanno più così. Complice l’inverno demografico e i dati sempre più impietosi sulla vita delle madri in Italia, la maternità è diventata un tema per il grande pubblico. I romanzi la raccontano – da Nadia Terranova ad Antonella Lattanzi, Teresa Ciabatti, Chiara Gamberale, Ilaria Bernardini, Rossella Milone… – e dagli scaffali di letteratura contemporanea finalmente restituiscono un coro di esperienze sfaccettate, incarnate con sapienza. Non solo libri. Anche il cinema ha iniziato a mostrare i volti più scomodi della maternità: Nightbitch, Die, my love, o il documentario Witches, che affronta senza paura la psicosi post-partum. O la serie Madri mie che racconta, finalmente, la maternità di una coppia omosessuale. 

Raccontare le sfide dell'essere madri oggi

Da questa fame di soggettività sono nati anche podcast come Mamagang – il nostro –, Grembo, Le forme della maternità, In fondo al desiderio. Voci che provano a dare forma all’invisibile e all’indicibile dell’esperienza materna, anche nelle sfide quotidiane. Infine, nel campo delle arti visive, collettivi come The Glorious Mothers, creato da un gruppo di madri artiste italiane, porta avanti una ricerca sulla genitorialità, il femminismo e la forza politica dell’arte.

Non esistono regole ma solo costruzioni e decostruzioni

A cosa serve questa polifonia? Ogni racconto sincero, ogni testimonianza dell’essere madre – anche la più lontana dalla nostra – aiuta a smontare miti e tabù. E mi ricorda la regola aurea della genitorialità: non esistono regole. Ma solo continue decostruzioni e ricostruzioni. Meglio conoscere quante più storie, allora. Per trovarci dentro, magari, anche la nostra.

2025-11-01T08:03:39Z